Le professioni post Covid-19 – “Il Digital HR”

Scritto e redatto da : Dr.ssa Chiara Rossi

La pandemia che ha contraddistinto gli ultimi mesi ha, senza dubbio, rivoluzionato il nostro modo di lavorare e di vivere.

Il Covid-19, infatti, oltre a causare conseguenze significative in termini economici, sanitari ed umani, ha dimostrato la necessità di dare spazio al cambiamento, nella vita personale, come in quella professionale. Le aziende del nostro territorio hanno l’esigenza di cambiare il proprio approccio.

Nonostante per anni si sia parlato di digitalizzazione, machine learning e data analysis, molti non hanno colto l’esigenza di trasformare, perché cambiare spaventa, il nuovo è ignoto ed un investimento sbagliato può costare caro. Scegliere di rimanere sempre uguali non è certo una garanzia di riuscita, soprattutto nel lungo periodo. Se il passato insegna, bisognerebbe prendere spunto dai casi Kodak e Blockbuster, le quali, nonostante la fama del marchio e la qualità offerta, sono andati incontro ad una fine rovinosa, proprio a causa del mancato allineamento delle proprie strategie alle richieste del mercato e al progresso dei competitor.

Per tali motivi, oggi più di ieri, stanno nascendo nuove figure professionali, che aiuteranno le aziende nella trasformazione digitale dei processi e degli strumenti. Tra queste, vi è sicuramente il Digital HR, professionista in grado di utilizzare HR Analytics e strumenti di UX Design per migliorare l’esperienza dei candidati e attirare talenti in azienda.

Ma cosa fa in concreto il Digital HR?

Presiede tutte le funzioni canoniche del mondo HR (selection, recruiting, onboarding, education, organization, career development, compensation and benefit), in un’ottica strategica di cambiamento culturale. La data analysis, quindi, acquisisce un valore fondamentale per la valutazione dei risultati ottenuti; le informazioni così generate, infatti, consentono di valutare i punti di forza di un processo e le aree di miglioramento, a supporto di una user expericence positiva e del costante miglioramento della brand reputation.

Ma quali sono le competenze maturate da questo professionista?

Sicuramente ha sviluppato conoscenze e competenze strategiche e di innovazione trasversali a tutte le aree aziendali oltre che a quella HR. Adotta, inoltre, lateral thinking e visual thinking come approcci quotidiani, padroneggia tool e attua modalità di lavoro agile, supporta la digitalizzazione di tutte le aree HR. Social media recruiting ed employer branding acquisiscono un’importanza fondamentale per la buona riuscita delle attività di questa figura.

Se il Digital HR può essere inteso come un facilitatore del cambiamento, è altrettanto vero che il motore primo del change management restano le persone, ovvero i dipendenti, che attraverso una partecipazione attiva come Digital Catalysts diventano veri e propri acceleratori del cambiamento digitale.

Secondo i risultati di una ricerca condotta da Accenture, le aziende leader della trasformazione digitale investono circa il 40% dei propri ricavi in campo digital. Tra questi possiamo prendere in esempio Amazon, che sta investendo in energia rinnovabile e robotica per i nuovi stabilimenti in apertura e punta sulla trasformazione digitale dell’intero processo di selezione, ovviamente guidata dal Digital HR Manager, che ne garantisce la buona riuscita dei progetti, attraverso l’analisi dei dati risultanti dalle candidate satisfaction survey.

Dobbiamo, quindi, prepararci ad un radicale cambiamento delle competenze richieste ai profili HR, per rimanere competitivi e diventare, forse, anche professionisti fortemente richiesti sul mercato.

Scritto e redatto da : Dr.ssa Chiara Rossi (Employability Consultant –https://www.linkedin.com/in/chiara-rossi/ )

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